Comunicati di Sostegno

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    Angelo Donnici, Sindaco di Mandatoriccio
Porto la solidarieta’ a tutti voi che avete protestato a difesa del diritto costituzionale alla mobilita’ contro chi mortifica il nostro territorio. non mi riconosco in uno stato che si fa forte con i deboli e che diventa debole contro i potenti.

Angelo Donnici

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    Pasquale Manfredi, Sindaco di Campana
Conosco personalmente i ragazzi, non sono certo nè teppìsti nè violenti, sono ragazzi che amano il nostro territorio e lo dimostrano impegnandosi attivamente. Certo a qualcuno questo non piace, ma loro imperterriti portano avanti con onestà, coraggio e orgoglio le battaglie per la rinascita del nostro territorio.

Pasquale Manfredi

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    Franco Mundo, Sindaco di Trebisacce
Esprimo solidarieta e vicinanza a tutti i giovani, sono al loro fianco nella battaglia per la rivendicazione dei diritti e dei servizi. Sono disponibile per tutte le iniziative e difendere i giovani anche giudiziariamente.

Franco Mundo

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   On. Franco Laratta
Ho sempre contestato la decisione di Trenitalia di eliminare di fatto la tratta ionica delle Ferrovie. Complice anche e soprattutto il totale disinteresse della Regione Calabria che non ha mai inteso spendersi a favore delle ferrovie, preferendo sempre e comunque sostenere il trasporto su gomma.
Già nel 2007 organizzai una manifestazione lungo la linea Rossano-Cariati: con tutti  i sindaci del comprensorio abbiamo ‘occupato’ una secolare littorina che serviva e serve ancora quella tratta.  Abbiamo ripetuto la manifestazione di protesta a Sibari nel 2010 e poi nel 2011,  con il solito sistema di utilizzare il vecchio convoglio. Ho poi presentato alla Camera numerose interrogazioni al Governo affinché intervenisse su Trenitalia. Ma niente si è mai mosso, mentre è andato avanti il pressoché totale disimpegno delle Ferrovie italiane da questa parte della Calabria.
Trovo davvero assurda la decisione di denunciare ben 15 persone che hanno manifestato contro il taglio dei treni sulla tratta ionica. Davvero assurdo. Quale servizio pubblico sarebbe stato interrotto? Chiedo di essere denunciato anche io per le proteste attuale negli anni in questa zona!

Franco Laratta

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    RdT, Rete per la Difesa del Territorio “F. Nisticò”
Comunicato di solidarietà della RDT ai manifestanti dello jonio colpiti da denuncia per la manifestazione “il treno perduto” dello scorso 15 settembre. I manifestanti hanno operato una azione collettiva contro il graduale smantellamento della tratta ferroviaria dello jonio. Non ci sono stati manifestanti buoni e cattivi.
La rete difesa del territorio “F. Nisticò” esprime vicinanza e complicità a tutti i manifestanti che, lo scorso quindici settembre, hanno palesato il loro dissenso circa la catastrofica situazione dei trasporti su rotaie nell’area jonica del cosentino. All’epoca dei fatti la manifestazione ottenne una ampia partecipazione popolare, segno questo che il problema è vivamente sentito. Non si respirava affatto un clima di tensione, di scontro nè all’interno dei manifestanti nè, tantomeno, con le forze dell’ordine. Oggi apprendiamo, invece, che quattordici persone sono state denunciate. Dalle notizie della stampa pare che la polizia scientifica abbia impiegato tutti questi mesi per riconoscere alcuni dei manifestanti, tramite i video girati in quell’occasione. Addirittura, per come descritto sempre dalla stampa, pare che queste quattordici persone si siano staccate dal corteo per occupare, autonomamente, i binari della tratta jonica. Ebbene nulla di più falso di questa narrazione dei fatti. Chiunque abbia visto anche solo le immagini di quella giornata, si renderà perfettamente conto della falsità di una simile ricostruzione. Ancora una volta, pare si voglia tentare la divisione fra manifestanti buoni e cattivi ma questo schema preconfezionato non funziona! Quel giorno, su quei binari c’erano tutti, a nulla vale dividere se non a rafforzare il convincimento che questo atto è stato una bella e buona intimidazione. A essere denunciati sono stati, infatti, gli attori di una lotta sociale e ambientale che oggi più che mai, sta animando lo jonio cosentino. Ma per questi amici, fratelli, non c’è intimidazione che valga, sicuramente non saranno soli. Quelle sono denunce fatte, non alla singola persona, non ad una determinata esperienza ma a tutto il movimento ambientalista calabrese.

RdT “F. Nisticò

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    Leonardo Trento, Ass. all’urbanistica ed al Governo del Territorio, Prov. CS
Questa assurda vicenda, da quello che si è potuto apprendere ieri sui giornali, vi vede stranamente coinvolti insieme ai rappresentanti delle altre associazioni territoriali perchè a settembre avete leggittimamente protestato contro la soppressione dei treni sulla nostra tratta ferroviaria.
Oggi in questo nostro paese diventa impossibile anche rivendicare i più elementari diritti essenziali che dovrebbero essere garantiti a noi tutti cittadini.
Spero che questa incredibile vicenda si risolva al più presto e per il meglio e che non scalfisca minimamente l’impegno costante che come associazioni mettete al servizio del nostro territorio e dell’intera Calabria.

A presto Leonardo

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    Amerigo Minnicelli, Presidente CODISSS
Personalmente e nella qualità di Presidente del CODISSS (Comitato per la Difesa e lo Sviluppo Sostenibile della Sibaritide) rinnovo la solidarietà a tutti coloro i quali sono stati oggetto di denuncia per il blocco ferroviario svoltosi il 15 settembre dello scorso anno per protestare contro l’illegale e fraudolenta soppressione del Tribunale di Rossano da parte del Governo che ha operato anche in violazione della Costituzione andando ben oltre i limiti della Delega avuta dal Parlamento. Inoltre per la protesta circa l’assoluta mancanza di trasporti ferroviari da e per il Centro Nord e addirittura per l’accesso alla linea tirrenica elettrificata, a doppio binario e con Alta Velocità.
Quindi <<c’ero anch’io>>.

Amerigo Minnicelli

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    c.s.o.a. A. Cartella, c.s.c. Nuvola Rossa, Collettivo Unirc – AteneinRivolta
Solidali e complici con i 14 denunciati per il blocco dei treni alla stazione di rossano i veri colpevoli sono chi ha tagliato treni e servizi nella nostra regione.
Dalle notizie di stampa di oggi apprendiamo che 14 persone sono state denunciate per “interruzione di pubblico servizio”, in seguito alla manifestazione pacifica tenutasi a Rossano il 15 settembre 2012 per protestare contro la soppressione dei treni sulla tratta jonica.
In particolare i 14 sono accusati di aver tenuto bloccato per quasi due ore il treno Sibari-Crotone. Una manifestazione di certo forte, ma che aveva l’obiettivo di rompere il silenzio che ha accompagnato il progressivo taglio di tantissimi treni, dai locali a quelli a lunga percorrenza. È emblematico infatti che nelle due ore di blocco soltanto un treno abbia percorso quella tratta, a significare il grave isolamento in cui versano quei territori. Bisognerebbe interrogarsi di quale “pubblico servizio” si tratti, e soprattutto chi è il vero colpevole di “interruzione”: chi era su quei binari o chi quei binari li ha resi inutili, tagliando “pubblici servizi” in nome della quadratura dei bilanci.
Ma a farci indignare non sono solo le denunce in se, ma anche la modalità con cui sono state comunicate dalla questura cosentina: una velina stampa con i nomi delle associazioni e dei comitati “cattivi”, senza che nessuna notifica arrivasse ad alcuno. Una modalità che sa più di minaccia, di intimidazione a chi pensa di poter costruire una Calabria diversa, dal basso, che garantisca servizi e non privilegi.
Dall’area dello Stretto, che sa molto bene cosa significhi il taglio di treni, navi e servizi in nome di quella bestialità chiamata Ponte, manifestiamo tutta la nostra solidarietà e complicità.

c.s.o.a. Angelina Cartella, c.s.c. Nuvola Rossa, collettivo UniRc – AIR

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    Coordinamento calabrese per l’acqua pubblica “B. Arcuri”
Esprimiamo piena solidarietà a tutti i denunciati che coraggiosamente hanno voluto voluto porre con forza il problema dell’abbandono e del degrado della linea ferroviaria ionica. Emblematico, a questo riguardo, l’incidente al passaggio a livello, a Rossano, nel novembre scorso, dove sono morte sei persone migranti, due uomini e quattro donne. L’intimidazione nei confronti dei manifestanti vuole scoraggiare tutte le iniziative che fanno emergere i problemi concreti della popolazione calabrese.

cosenza 18/01/2012

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Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica No Carbone
Il 15 settembre alla stazione di Rossano “C’eravamo anche noi”.
Noi che abbiamo scelto di vivere nella nostra terra a testa alta e con la schiena dritta. Noi che abbiamo scelto di non subire più in silenzio i capricci del “benefattore” di turno, che punta il dito sul nostro territorio per fare esclusivamente gli interessi delle proprie tasche. Noi che presidiamo i nostri luoghi e che lottiamo per impedire nuove devastazioni. Noi che condividiamo lo stesso amore per la nostra terra e per i nostri figli e che ci ritroviamo spesso in strada a protestare per rivendicare i nostri semplici diritti. Noi che invece di essere tutelati da chi viene chiamato ad amministrare le nostre comunità, siamo costretti ad urlare sempre più forte per far sentire le nostre ragioni a quel sistema che, incapace di ascoltare le necessità del popolo, troppo spesso ci sbatte le porte in faccia.
Noi che ci chiudono gli ospedali.
Noi che stiamo sprofondando sotto cumuli di spazzatura.
Noi che continuiamo a fare i viaggi della speranza.
Noi che ci hanno tagliato tutti i treni.
Noi che per fare pochi km o per attraversare la regione forse si fa prima a piedi.
Noi che diciamo BASTA!
Noi Coordinamento delle Associazioni dell’Area Grecanica No Carbone, siamo tutti quei cittadini che a Rossano e in tutti i luoghi della nostra terra lottano e lotteranno per difenderla e per aiutarla a rialzarsi.
C’eravamo anche noi… e ci saremo!

Coordinamento Associazioni Area Grecanica No Carbone

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    Studenti del liceo classico “G. Colosimo” e del liceo scientifico “F. Bruno”
Dopo le assemblee degli ultimi giorni gli studenti sostengono i manifestanti denunciati e invitano i cittadini a seguirli.
Dopo l’assemblea d’istituto del liceo scientifico “F. Bruno” , tenutasi in data 14/01/13, e quella del liceo classico “G. Colosimo”, tenutasi in data 18/01/13, gli studenti intendono esprimere il proprio sostegno ai manifestanti denunciati il 14 per aver partecipato all’occupazione della stazione ferroviaria di Rossano in data 15/09/12. Gli studenti dei due licei coriglianesi, inoltre, intendono chiarire che condividono in pieno le motivazioni dei manifestanti e invitano le altre scuole del territorio e tutti i cittadini a sostenere i manifestanti e ad appoggiare la lotta intrapresa da questi cittadini per combattere i tagli che stanno distruggendo i servizi pubblici nella fascia ionica cosentina.

I Rappresentanti, Corigliano Calabro – venerdì 18 gennaio 2013

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    Corigliano, Rivoluzione civile denuncia chi attenta alla salute dei cittadini
“Lo scorso 15 settembre centinaia di cittadini hanno protestato sugli agonizzanti binari della tratta ferroviaria jonica. Perché vogliono la ferrovia torni a vivere e i treni tornino a marciare su quei binari in coma. Quelle centinaia di cittadini rivendicano il loro diritto di viaggiare su treni a breve, media e lunga percorrenza. Quei cittadini vogliono una ferrovia vera, al passo con la tecnologia attuale, sui cui binari viaggino treni veri, al passo con la tecnologia attuale. La risposta dello Stato, attraverso gli organi preposti, è stata la denuncia penale di 14 persone, molte delle quali residenti nell’Area Urbana Corigliano Calabro-Rossano per “interruzione di pubblico servizio”: ma quello attualmente offerto ai cittadini della fascia jonica della Calabria si può definire un “pubblico servizio”?!”. E’ quanto scrivono in una nota i rappresentanti di Rivoluzione civile di Corigliano e Rossano.
“Ai 14 denunciati – continua la nota – esprimiamo piena condivisione della loro azione, che fu condotta al cospetto delle Forze dell’Ordine in modo civile, pacifico e senza disordine alcuno per ripristinarlo un pubblico servizio altro che interromperlo!bMa si può definire oggi un “pubblico servizio” la “raccolta” dei rifiuti solidi urbani?! Sì, ci riferiamo proprio a quella “raccolta” per la quale i cittadini dell’rea Urbana Corigliano Calabro-Rossano ogni anno versano denaro, lacrime e sangue nelle casse dei due Comuni. In queste settimane il nostro territorio è devastato da uno scempio ambientale e sanitario che vede tonnellate di rifiuti sparsi lungo le strade. Qui è lo stesso Stato che ha interrotto il pubblico servizio! Uno Stato le cui persone che lo incarnano nei preposti ruoli di responsabilità non possono godere dell’immunità penale!
Ed è per tale ragione che il comitato di “Rivoluzione Civile” dell’area Urbana Corigliano Calabro-Rossano ha deciso di presentare alla magistratura inquirente una denuncia finalizzata a fare emergere le precise responsabilità di un’interruzione di pubblico servizio che al contempo si configura come un attentato alla salute pubblica. Quella salute pubblica alla cui tutela i vertici amministrativi dei Comuni sono preposti per legge!
Il comitato di “Rivoluzione Civile” dell’Area Urbana Corigliano Calabro-Rossano – conclude la nota – è per il ripristino, quello vero, della legalità e dei diritti dei cittadini, contro quanti quella legalità e quei diritti vogliono dapprima reprimerli per poi sopprimerli”.

Rivoluzione Civile Corigliano

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Solidali, contro le denunce del blocco ferrovia sullo Ionio
Apprendiamo, dal mainstream, che alcuni manifestanti sono stati denunciati per interruzione di servizio pubblico e per inosservanza dei provvedimenti emessi dalla autorità.
I fatti risalgono al 15 settembre scorso quando alcuni cittadini e associazioni dello jonio cosentino, davano vita a una manifestazione per stigmatizzare il depotenziamento dei trasporti ferroviari sulla tratta ionica.
In quella occasione i manifestanti, unitari e pacifici non hanno avuto nessun momento di tensione, nessuno scontro nessuna divisione, niente che poteva, quindi, giustificare questo assordo provvedimento. La ricostruzione del mainstream che parla di quattordici manifestanti staccatisi dal corteo è, pertanto, del tutto inesatta.
Pare proprio che ci si diverta a perseguitare chi ha a cuore le sorti della propria terra, quindi lotta in prima persona. Di contro assistiamo a continui disastri ambientali, economici sociali che invece sono coperti e insabbiati. In tutta Italia dai no-tav, alle lotte studentesche per passare alle rivendicazioni operaie senza dimenticare le battaglie dei migranti, la parola d’ordine è repressione.
Infine si ha una diffusa sensazione che, in Calabria, a farla franca siano coloro i quali agiscono nell’ombra, riversano nei mari immondizie e veleni, interrano rifiuti, costruiscono abusivamente, licenziano, sfruttano, emarginano, affamano.
L’azione di protesta dei cittadini e delle cittadine dello jonio, assieme a quella tutti calabresi che hanno a cuore le proprie vite e la propria terra, continuerà , noi ne siamo certi e sicuri. In un periodo come questo, in una terra come la Calabria lottare, non piegare la testa ai padroni, significa esistere e vivere da donne e uomini liberi. Chi si abbassa, piega la testa, volta lo sguardo dall’altra parte è vittima e complice di questo disastro.
Esprimiamo quindi massima vicinanza agli uomini e alle donne alle associazioni colpiti direttamente o indirettamente da questo assurdo provvedimento che ha tutto il sapore di una pura intimidazione!
E’ giunto il momento di urlarlo forte: noi non abbiamo paura e lottiamo insieme a vo! Per una terra libera dagli interessi privati e particolari di pochi, per una terra libera fatta di uomini e donne liberi nella libertà.

Gli anarchici calabresi.

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Rossano (CS) – Quando la repressione diventa strategia politica.
Sulle denunce per la manifestazione del 15 settembre 2012 contro i tagli alla mobilità locale
Sono 14 questa volta le persone denunciate in seguito alla manifestazione, promossa dal movimento Terra e Popolo, del 15 Settembre 2012 a Rossano (CS) contro la soppressione delle linee ferroviarie sulla tratta ionica.
Quattordici denunce per “interruzione di pubblico servizio” che arrivano però come un fulmine a ciel sereno dato lo svolgimento assolutamente pacifico della giornata e che sembrano piuttosto l’epilogo di un classico della commedia italiana se si pensa che nelle due ore di blocco sia passato solamente un treno.
Così come sta avvenendo in molte altre città italiane, quest’ondata di repressione ha il chiaro obiettivo di intimidire tutti coloro che pian piano stanno iniziando a rendersi conto della situazione in cui versa il nostro Paese e che proprio in virtù di ciò non sono più disposti a tapparsi la bocca.
Un vento di rivolta e di speranza che sembra alzarsi proprio dalle piccole realtà cittadine, come Rossano, che celano però al proprio interno profonde e radicate problematiche estirpabili soltanto attraverso una lunga lotta; proprio come la soppressione dei treni che non è altro che uno dei tanti tagli ai servizi pubblici (basta ricordare la chiusura del tribunale e dell’ospedale di Rossano frutto di una classe dirigente incompetente e alla mercé dei “potenti” della politica).
Per non parlare poi dell’emergenza rifiuti che sta facendo in particolare della Calabria una “terra dell’immondizia”, contrastata ancora una volta unicamente dai movimenti e dai comitati cittadini. Ecco perché le denunce di questi giorni sembrano arrivare con tempismo perfetto, come se si volesse stroncare sul nascere una pericolosa nota dissonante, come se si volesse stroncare la nascente indignazione cittadina.
Ma non bisogna arrendersi. L’obiettivo rimane sempre lo stesso, cioè quello di costruire un nuovo sistema politico che parta dal basso e che privilegi la gestione pubblica di ciò che di diritto ci appartiene strappandolo dalle grinfie di chi pensa di poter giocare con la vita degli uomini per soddisfare i propri subdoli interessi.
Le denunce non fermeranno l’entusiasmo e la volontà di cambiare le cose e noi non possiamo fare altro che sostenere tutti i compagni coinvolti continuando sempre lungo la stessa strada complici di una lotta che appartiene a tutti quanti.

Sergio Ammirante – www.globalproject.info

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    Vincenzo Casciaro, Responsabile CGIL Area Urbana Corigliano-Rossano. Calabria: terra di sudditanza o di cittadinanza?
14 Ragazzi sono stati denunciati perchè, il 15 settembre scorso, avrebbero provocato una interruzione di pubblico servizio. I fatti traggono origine da una manifestazione pacifica di alcuni Studenti, che per protestare contro l’avvenuta soppressione di importanti corse ferroviarie, impedirono la puntuale ripartenza di un convoglio locale.
Il rispetto delle regole è per noi imprescindibile, così come la più ampia fiducia negli Organi Inquirenti e nelle Forze dell’Ordine, ai quali riconosciamo un grande equilibrio e capacità di discernimento. Ma ci preme puntualizzare che, se interruzione di pubblico servizio c’è stata, questa è cominciata con la decisione di sopprimere alcune tratte ferroviarie fondamentali per la mobilità di tutto il versante occidentale calabrese; nei mesi scorsi, infatti, sono state soppresse le tratte Crotone-Roma, Crotone-Milano, Sibari-Taranto e, ancor prima, Crotone-Torino.
Questo territorio rischia di essere sempre più terra di sudditanza, sempre meno terra di cittadinanza. I diritti stanno subendo pesanti tagli: chiusura del Tribunale, sanità al collasso, mobilità di uomini e merci impedita, ridimensionamenti delle Poste, dell’Inps, degli Uffici dello Stato; in un concetto, riduzione dei diritti di cittadinanza. In questo contesto, appare finanche ingiusto che gli unici, veri responsabili di “interruzione di pubblico servizio”, perseguibili per legge, siano 14 Ragazzi che invece, con una forma clamorosa di protesta, hanno voluto far notare altro. Hanno voluto far notare che si, è vero che c’è una interruzione di pubblico servizio, ma di questo sono responsabili coloro che hanno decretato il taglio delle tratte ferroviarie. I veri responsabili sono coloro che stanno impedendo la mobilità ai Calabresi, costringendoli a salti mortali per potersi recare a Milano, o a Roma, o a Taranto. E queste scellerate decisioni, a danno dei Calabresi, sono ancora più gravi, perchè reiterate nel tempo. I 14 Ragazzi avranno pur ritardato una corsa locale, ma per una sola volta e per pochissimo tempo. Altri stanno ritardando il diritto dei Calabresi a viaggiare, a spostarsi, a trasportare le merci. Chi è più colpevole?

Vincenzo Casciaro

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    Vincenzo Miliucci, p. la Confederazione Cobas
La Confederazione Cobas aderisce all’appello, inteso a tutelare le encomiabili realtà calabresi che si battono per il benessere sociale e l’uscita dalla sudditana, contrastando con gli strumenti del consenso e della partecipazione la costante illegale repressione statale.
Queste risibili denunce, mentre ritorcono la ” libertà di movimento”, rappresentano una grave lesione dei supremi diritti universali e costituzionali: pertanto , i denunciati meritano l’impegno convinto e solidale di noi tutti.

NO PASARAN, Vincenzo Miliucci

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    Domenico Gattuso, Ordinario di Trasporti, Università Mediterranea (RC)
Esprimo la mia personale solidarietà ai giovani denunciati per la manifestazione presso la stazione di Rossano di settembre 2012. E penso di poterlo fare anche a nome di ALBA Calabria e SEM (di cui sono referente) e del CIUFER, Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali, che proprio in questi giorni ha avviato una iniziativa di mobilitazione nazionale su questioni analoghe a quelle per cui protestavano, con sante ragioni, i cittadini rossanesi. Purtroppo le manifestazioni locali dei pendolari e dei cittadini, occasionali, magari anche forti e partecipate, pur numerose e frequenti, non riescono a smuovere i vertici di governo. Politici e gestori dei servizi assumono promesse vaghe e lasciano sbollire la rabbia dei cittadini, lasciando insolute le questioni e rinunciando al rilancio delle Ferrovie Regionali. E l’arroganza dei poteri giunge ad atti estremi come il trasferimento forzato dei lavoratori di Crotone, l’intimidazione dei ferrovieri che ormai hanno paura di esprimersi liberamente, la denuncia dei cittadini che protestano per rivendicare il diritto ad essere trattati come gli altri cittadini d’Europa.
Perchè non denunciano Trenitalia per le corse che fa saltare sistematicamente lasciando i pendolari a piedi? O per i treni da terzo mondo?
Perchè non denunciano RFI per lo stato di degrado delle linee e le stazioni lasciate in uno stato vergognoso e di pericolo?
Perchè non denunciano il Governo della Regione che ha stipulato un Contratto di Servizio con Trenitalia che non prevede penali per mancata erogazione di servizi su standard adeguati?
Perché non denunciano l’ex sindacalista Moretti per i danni sociali inestimabili causati nella veste di manager di stato strapagato in questi ultimi dieci anni?
Perchè non hanno denunciato l’on.Laratta e i sindaci che l’anno scorso hanno occupato i binari a Paola? O i forestali che hanno più volte bloccato le strade (Africo, Catanzaro, Villa San Giovanni,ecc.)? Sono categorie speciali o fanno paura per diverse ragioni?
Noi stiamo tentando di organizzare le forze ed attivare forme di lotta e di rivendicazione più
incisive, secondo strategie chiare e azioni innovative, chiamando a raccolta i movimenti diffusi sul territorio per dar loro una stessa voce, una voce però molto forte. Vogliamo dire ai ministri, ai governatori, agli assessori regionali, ai dirigenti delle Ferrovie, ai Moretti di turno, che ci siamo stancati dei loro giochi sulla pelle della comunità. Vorremmo far capire che siamo determinati e abbiamo numeri, competenze e capacità per essere incisivi; lo facciamo con delle proposte, lo facciamo in modo costruttivo, la facciamo con alcune iniziative di mobilitazione a scala nazionale.
La prima di queste iniziative prevede il presenziamento di tutte le stazioni d’Italia da parte dei sindaci, delle associazioni e dei singoli cittadini sensibili alla Vertenza, Sabato 16 febbraio 2013, dalle 10:00 alle 13:00, non a caso una settimana prima della data delle elezioni politiche. Ci saremo, numerosi, anche a Rossano!
Non bloccheremo i treni, al contrario invitiamo tutti a viaggiare su un treno regionale in giornata anche per un breve tragitto, in modo da riempire tutti i treni e le stazioni. Staremo insieme perché il vivere insieme ed in condizioni dignitose, anche nelle stazioni ed in treno, è un diritto che non potranno mai rubarci. Dibattiti, letture di poesie e brani di letteratura, distribuzione di volantini, discussioni sui temi della Vertenza avranno luogo in tutte le stazioni. Laddove i treni sono stati cancellati si farà una marcia a piedi simbolica lungo la ferrovia in adiacenza alle stazioni.
Chiederemo ai politici candidati di firmare la nostra vertenza, ai sindacati di appoggiare la nostra rivendicazione. E vigileremo sui loro comportamenti in sede di governo e di opposizione.
All’iniziativa hanno aderito anche Legambiente e Italia Nostra. Altre associazioni e movimenti stanno ufficializzando la loro adesione. Chiediamo a tutti di segnalare la loro presenza, in qualità di associazioni o semplici cittadini, e di divulgare l’evento attraverso social network, giornali on line,giornali ordinari, radio e TV locali. Proviamoci!
Riprendiamoci i treni e le stazioni! E salviamo i nostri giovani dalle denunce ingiuste!
Ci siamo, siamo in tanti e saremo sempre di più!
Riprendiamo i treni e le stazioni, mobilitiamoci!

Domenico Gattuso

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    Pietro Altavilla, sindacalista militante Unione Sindacale di Base – CS
Aderisco all’appello di TERRA E POPOLO e dichiaro di autodenunciarmi per essere
stato, fisicamente e convintamente, presente alla manifestazione del 15 settembre alla stazione ferroviaria di Rossano. Dichiaro, inoltre, di essere disponibile a ripetere l’atto di protesta contro le ferrovie e lo Stato per la soppressione dei doverosi servizi essenziali che i Governi hanno determinato negli ultimi anni nel territorio della Sibaritide e di tutta la fascia Jonica del cosentino.

Pietro Altavilla

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    Giovani verdi per gli Ecologisti
Solidarietà a Terra e Popolo, dal Sud parta la riconversione ecologica dell’Italia.
I giovani Verdi per gli ecologisti esprimono tutta la loro solidarietà alle quattordici persone denunciate per “interruzione di pubblico servizio”, in seguito alla manifestazione pacifica tenutasi a Rossano (Cosenza) il 15 settembre 2012 per protestare contro la soppressione dei treni sulla tratta jonica.
Esprimiamo piena vicinanza al movimento Terra e Popolo che ha rotto il silenzio dei media e delle maggiori forze politiche che ha accompagnato il progressivo taglio di tantissimi treni, dai locali a quelli a lunga percorrenza.
Riteniamo assurdo che invece di rilanciare il Sud attraverso un piano di conversione ecologica basato sullo sviluppo dell’agricoltura di qualità, delle energie rinnovabili, delle piccole e utili infrastrutture e delle bonifiche, la Calabria viene isolata attraverso un sostanziale blocco dei treni che la collegano al resto d’Italia.
A chi giova questo isolamento forzato in nome del pareggio dei bilanci? Perché rendere inutili quei binari che permettono non solo lo scambio di merci, ma soprattutto la diffusione di persone e idee?
I giovani Verdi per gli Ecologisti si schierano al fianco dei 14 denunciati e delle tante realtà coinvolte, che quotidianamente lottano contro quei poteri forti pronti a tutto pur di portare avanti i propri interessi.
Non vorremmo che il taglio radicale dei treni si collochi in una più ampia strategia di affermazione del folle progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

Ufficio Stampa

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    Eco civici – Verdi Rossano, messaggio di solidarieta’ ai manifestanti.
Il partito Eco civici- Verdi di Rossano esprime piena solidarietà a tutti i manifestanti che a seguito della manifestazione pacifica, avvenuta il 15 settembre 2012, sono stati denunciati presso le competenti autorità per “ interruzione del pubblico servizio ”.
I Verdi Rossano che pur hanno preso parte a tale manifestazione si schierano dalla parte di coloro i quali manifestando hanno portato avanti una battaglia di civiltà per la riqualificazione del territorio, sempre più mortificato. Del resto non capiamo quale pubblico servizio sia stato interrotto data la sempre minor frequenza con la quale le carrozze di Trenitalia percorrono i binari della tratta ionica .
Assai più meritevole di censura , secondo il nostro giudizio, è pertanto l’atteggiamento delle classi dirigenti che deliberatamente e intenzionalmente, decidono di isolare giorno per giorno il meridione e in particolare la Calabria.

Eco civici – Verdi Rossano

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Circolo SEL “Gabriele Meligeni” – Corigliano Calabro
A questi ragazzi dovevano dare una medaglia, per aver lasciato a casa la rassegnazione e aver portato sulle proprie suole i passi della speranza e della resistenza!

SEL Corigliano Calabro

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     Antonio Gorgoglione, PRC-FDS Corigliano
Impedire ai cittadini di muoversi liberamente sul proprio territorio è una grave ingiustizia ed un reato, ancora più grave se a commettere tale ingiustizia è lo Stato, che da anni ha iniziato un’azione di smantellamento della tratta ferroviaria che collega la Calabria Jonica al resto d’Italia. Pertanto, esprimo la mia piena e convinta solidarietà ai cittadini, uomini e donne, che il 15 settembre u.s., civilmente hanno protestato presso la stazione ferroviaria di Rossano contro l’interruzione di un pubblico dis-servizio. Il diritto alla mobilità è un diritto sancito dalla carta universale dei diritti dell’uomo, così come il diritto al lavoro garantito e duraturo, il diritto alla salute, piuttosto che il diritto all’istruzione, non garantire tali diritti significa interrompere un pubblico servizio, quello di vivere dignitosamente. ORA BASTA!!! Il popolo non è più disposto ad accettare passivamente altri soprusi da parte di uno Stato forte con i deboli e debole con i forti. A Rossano c’ero anchio!!!

Antonio Gorgoglione

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     Angelo Broccolo, Sel
Lettera in difesa dei quattordici giovani manifestanti, denunciati per interruzione di pubblico servizio. Nei giorni scorsi è stata riportata sulla stampa la notizia di quattordici giovani denunciati per aver, verso la metà dello scorso settembre, “provocato un’interruzione di pubblico servizio”. Dove per pubblico servizio dovrebbe intendersi la strada ferrata a binario unico che da Taranto porta a Reggio Calabria, con tempi di percorrenza inalterati dai tempi di Vittorio Emanuele II, ultimo re di Sardegna e primo re d’Italia. Il laconico riflesso burocratico non rende affatto l’idea di come stanno le cose. Letta in questi termini, si potrebbe subitamente sfogliare la pagina e passare alla notizia di sport e gossip locali, con miglior fortuna magari si potrebbe trovare qualcosa di più consono per le nostre zone. Un arresto per frodi ai fondi europei perpetrato più o meno in combutta con la criminalità organizzata, una discarica abusiva, o di montagne di rifiuti per le strade, l’esondazione di un fiume che tracimando cancella secoli di storia, un decesso per l’annullamento dei Lea sul territorio, un bambino prematuro che non può nascere in nessun ospedale della Sibaritide, la vittima quotidiana della SS 106, una nuova scuola soppressa, o se preferite un ospedale, un ufficio postale, una centrale al carbone in procinto di pianificazione a ridosso di un mega ospedale, un migrante caduto da un ponte in allestimento (niente paure dichiarerà di esser caduto dalle scale) strano a leggersi, generalmente a decine abitano in tuguri piano terra abbandonati nelle campagne di mezza Sibaritide, oppure i più fortunati in odor di urbanizzazione nei garages abusivi che non mancano mai nei nostri sottoscala, oppure come le donne pestate amorevolmente dai loro compagni, od ancora come i lavoratori nostrani cadono. Scivolano distrattamente e sempre dalle scale di casa. E via di questo passo fino ad arrivare persino ad un tribunale. Perché strano a dirsi “quei giovani” hanno manifestato anche per denunciare la prossima chiusura di “quel tribunale” chiamato a giudicarne i presunti reati. Perché di questo si parla. Di un derubricare ad ordine pubblico un problema di natura sociale e politica. Perché non basta essere nel “torto” di esser nato in questi luoghi, non poter neppure “sperare” nel precario futuro del nostro millennio globalizzato e liberista, non poterti muovere, curare, istruirti, e perché no, considerata l’età: avere il diritto da essere felici. No devi stare silenzioso e supino, perché le ingiustizie sono come le intemperie connaturate al nostro ambiente. Continua a fermarsi ad Eboli il Cristo dei poveri. Quasi un pugno nello stomaco, una deviazione improvvisa della quiete provinciale, che alcuni giovani ragazzi manifestino il disordine dei sogni e risveglino incubi assopiti. Sarà la facile assonanza con la locomotiva di Guccini, ma il loro gesto richiama “rabbie antiche di generazioni senza nome/di lanciate bombe contro le ingiustizie”. Perché i reati stanno da tutt’altra parte. E questi ragazzi hanno ragioni da farci arrossire se solo non troveremo il coraggio di essere lì con loro in quel tribunale della Repubblica. Dobbiamo autodenunciarci tutti ora. Vogliamo essere processati in migliaia per aver “commesso il fatto” per esserci indignati insieme a loro delle condizioni di assoluto degrado ed abbandono cui colpevolmente questa parte di territorio è stata condannata negli anni. Vogliamo poter testimoniare con loro che non vogliamo nulla di ciò che vorrebbero configurare come “futuro” del nostro territorio. In questa misura dichiariamo di essere tutti colpevoli, e di essere stati lì quel giorno, insieme alle loro speranze di rinascita della nostra Terra.

Angelo Broccolo

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USB, Calabria. Regione Calabria:DIFESA DEI BENI COMUNI…E REPRESSIONE
Le lotte e le mobilitazioni per la difesa dei diritti dei cittadini, dei lavoratori e dei beni comuni non si processano.
L’USB è al fianco di quanti in Calabria, fortunatamente tanti, sono impegnati a difendere i diritti dei cittadini, dei lavoratori e i beni comuni pilastri fondanti della società quali la sanità, la scuola, i trasporti e nella costruzione di una società diversa che abbia al centro gli interessi dei cittadini e dei lavoratori.
L’USB conferma tutta la solidarietà ai compagni impegnati quotidianamente, per la difesa dei diritti di tutti, rischiando denuncie e repressione come è recentemente avvenuto per una manifestazione che si è tenuta a Rossano nel settembre scorso per la difesa del diritto alla mobilità in una regione in cui non esistono collegamenti che si possano definire decenti, per cui sono stati denunciati 14 compagni dati in pasto, con modalità alquanto discutibili, alla stampa, senza che i diretti interessati fossero informati.
L’USB è sempre più convinta della necessità che devono essere collegate le lotte che si esprimono sul territorio e che solo un rapporto di forza adeguato e organizzato sia in grado di contrastare le politiche delle banche che impongono sacrifici e distruggono i diritti.

Rossano Calabro – giovedì, 07 febbraio 2013

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Cooperativa sociale “Le nove torri” a r. l. ONLUS, Cariati
La società Cooperativa sociale “LE NOVE TORRI” a r.l. O.N.L.U.S. di Cariati(cs) giorno 15 settembre 2012 era  presente a Rossano al presidio e siamo solidali con tutti i ragazzi coinvolti, hanno manifestato in un clima sereno e pacifico, quasi surreale. Difendere il proprio territorio è il dovere di tutti. Siamo con voi.

Tutti i soci, Cooperativa “Le nove torri”

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Il Parto delle Nuvole Pesanti, Artista

Il gruppo del Parto delle Nuvole Pesanti è vicino e solidale con i giovani calabresi denunciati lo scorso settembre per avere bloccato la linea ferroviaria jonica al solo scopo di difendere i già scarsi servizi pubblici!!

La gran parte del territorio calabrese è gestito in modo scellerato, politici e mafiosi hanno sfruttato e deturpato una splendida regione e sempre più si continua a tagliare servizi e mancare al dovere di una gestione sana del territorio!

Se da una parte siamo felici per la protesta e l’impegno di tanti giovani calabresi, siamo però molto preoccupati per le reazioni quasi esclusivamente repressive delle istituzioni.

La lotta non si fermerà, con la speranza che l’onesto impegno di questi giovani contagi sempre più cittadini e trovino nelle istituzioni aiuto e sostegno per la crescita civile e culturale che da troppo tempo tarda ad arrivare!!

Il Parto delle Nuvole Pesanti

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Kalafi, Artista

Sappiamo che le forze dell’ ordine sono formate da padri di famiglia, gli stessi padri di famiglia che quando mandano i figli a studiare in giro per la Calabria o in giro per l’ Italia fanno e faranno fatica ad averli vicini poichè la nostra Regione pian piano subisce un ritorno lento ma progressivo verso il Medioevo. Il baronato dei pochi eletti con capostipite il Garibaldi promotore delle privatizzazioni nel settore pubblico (non faccio altri nomi) ci chiede a gran voce di regredire, di scappare, per lasciar loro la possibilità di ingigantire i “poderi” ed unificare così il Regno della DESOLAZIONE….

KALAFI ASSIEME A TUTTI I DENUNCIATI PER UNA CALABRIA MIGLIORE, IN GRADO DI GUARDARE SORRIDENDO AL PROPRIO PASSATO E AD AL PROPRIO FUTURO.

Francesco Kalafi Posca

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Giovani Comunisti/e Bologna

Da Bologna esprimiamo la solidarietà con i 14 denunciati. In un momento in la crisi colpisce sempre più forte, ci sembra incredibile che si continui a limitare il diritto alla mobilità in un territorio, come la Calabria, già caratterizzato dalla mancanza storica di infrastrutture. In un momento in cui si continuano a sprecare soldi pubblici per grandi opere inutili come la tav in valsusa, si continua a tagliare invece nel trasporto che dovrebbe essere pubblico e garantito. Siamo dunque solidali con chi difende questi diritti nei confronti di uno stato arrogante e sordo.

Giovani Comunisti/e Bologna

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C’ero anch’io e mi meraviglio che la Digos non mi abbia inserito fra i denuncianti, per cui mi autodenuncio della mia presenza su quei binari.

 Francesco Cirillo

Sono stati denunciati per aver interrotto il servizio pubblico i cittadini che protestavano per l’interruzione-eliminazione totale del servizio…

Maria Cecilia Gerace, Bianca Gerace

C’ero anch’io, tutte le volte che qualcuno ha gridato “giustizia” “libertá” o “morte”. Contro la morte della civiltá, del bel vivere. C’ero anch’io anche se non c’ero…

Vittorio Pignataro

C’ero anch’io il 15 settembre alla manifestazione pacifica di Rossano. Solidarieta’ ai 14 denunciati ingiustamente eravamo in tantissimi….

Euristeo Ceraolo, Enrico Viciconte, Raffaele Papa, Teresa Talarico, Michele Ladisa

Nessuno può considerarsi tanto in alto da impedire ad altre persone di opporsi ad un sistema che non condividono. Pertanto non posso esimermi dall’offrire il mio sostegno a quanti hanno fattivamente espresso il proprio dissenso e, in particolar modo, ai 14 di loro che per questo sono stati denunciati.

Luigi Bernardi

Purtroppo non faccio parte di un’associazione, spero basti il mio nome: Valeria Cassano. Penso siate gli unici a portare avanti davvero questa battaglia, a Crotone c’è l’indifferenza più totale. Io prendevo quel treno spessissimo e ora non so più come muovermi per andare sulla fascia adriatica! Da Crotone ci si sposta solo con gli autobus, peccato però che facciano tratte solo per Roma, Milano, Firenze e Bologna! Ma la speranza è l’ultima a morire! Complimenti per il vostro lavoro….a presto.

Valeria Cassano

Sono iscritto all’ass. culturale Radici di Cirò Marina che, seppure nata da poco, vuole essere presente in tutte le battaglie che interessano la questione meridionale. Io, da parte mia, dico NO all’isolamento che si stà attuando sulla pelle della popolazione Calabrese, sopratutto quella della fascia Jonica, priva ormai di treni e di strade che tali si vogliano chiamare. E’ questa una questione di vitale importanza , per cui dichiaro anch’io di esserci stato e di esserci ogni qual volta ce ne fosse bisogno.

Ferraro Antonio

Solidarizzo ma ho una domanda, è vero che la scientifica ancora non riesce a calcolare e identificare tutti i treni bloccati in fila?

Giovanni Ciccopiedi

5 comments to Comunicati di Sostegno

  • giovanni peta  says:

    Esprimiamo piena solidarietà a tutti i denunciati che coraggiosamente hanno voluto voluto porre con forza il problema dell’abbandono e del degrado della linea ferroviaria ionica. Emblematico, a questo riguardo, l’incidente al passaggio a livelo, a Rossano, nel novembre scorso, dove sono morte sei persone migranti, due uomini e quattro donne. L’intimidazione nei confronti dei manifestanti vuole scoraggiare tutte le iniziative che fanno emergere i problemi concreti della popolazione calabrese.

    cosenza 18/01/2012

    Coordinamento calabrese per l’acqua pubblica “B. Arcuri”

  • bella ciao  says:

    tutto il mio appoggio

  • Circolo SEL "Gabriele Meligeni"-Corigliano Calabro  says:

    A questi ragazzi dovevano dare una medaglia, per aver lasciato a casa la rassegnazione e aver portato sulle proprie suole i passi della speranza e della resistenza!

  • KALAFI  says:

    Sappiamo che le forze dell’ ordine sono formate da padri di famiglia, gli stessi padri di famiglia che quando mandano i figli a studiare in giro per la Calabria o in giro per l’ Italia fanno e faranno fatica ad averli vicini poichè la nostra Regione pianpiano subisce un ritorno lento ma progressivo verso il Medioevo. Il baronato dei pochi eletti con capostipite il Garibaldi promotore delle privatizzazioni nel settore pubblico ( non faccio nomi ) ci chiede a gran voce di regredire, di scappare, per lasciar loro la possibilità di ingigantire i “poderi” ed unificare così il Regno della DESOLAZIONE….

    ECCO PERCHè LA STORIA INSEGNA CHE OGNI QUALVOLTA UN AUTORITà ESAGERA, LA DEMOCRAZIA IMPONE IL DIRITTO DI MANIFESTARE PACIFICAMENTE…
    KALAFI ASSIEME A TUTTI I DENUNCIATI PER UNA CALABRIA MIGLIORE, IN GRADO DI GUARDARE SORRIDENDO AL PROPRIO PASSATO E AD AL PROPRIO FUTURO.

  • Mimmo Crudo  says:

    “Il gruppo del Parto delle Nuvole Pesanti è vicino e solidale con i giovani calabresi denunciati lo scorso settembre per avere bloccato la linea ferroviaria jonica al solo scopo di difendere i già scarsi servizi pubblici!!
    La gran parte del territorio calabrese è gestito in modo scellerato, politici e mafiosi hanno sfruttato e deturpato una splendida regione e sempre più si continua a tagliare servizi e mancare al dovere di una gestione sana del territorio!
    Se da una parte siamo felici per la protesta e l’impegno di tanti giovani calabresi, siamo però molto preoccupati per le reazioni quasi esclusivamente repressive delle istituzioni.
    La lotta non si fermerà, con la speranza che l’onesto impegno di questi giovani contagi sempre più cittadini e trovino nelle istituzioni aiuto e sostegno per la crescita civile e culturale che da troppo tempo tarda ad arrivare!!

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