Il disastro della sanità non ammette giustificazioni. Chi resta immobile si faccia da parte.

14 ottobre 2013

Caputo Giuseppe IXUna delle caratteristiche più inspiegabili e originali di questa classe dirigente, a fronte della limpidezza dei disastri che ha determinato negli ultimi anni, è l’allergia acutissima ad ogni forma di assunzione di responsabilità. Apprezziamo il fatto che il Consigliere Caputo, nella sua nota sulla Sanità, non abbia smentito nulla rispetto allo stato disastroso della Sanità sul territorio che abbiamo denunciato ed anche per questo, come spesso ci accade, non comprendiamo il perché ci abbia dato dei “mistificatori”, dal momento che quello che abbiamo scritto è piuttosto inequivocabile.Non v’è dubbio che il buco della Sanità ricada tra le responsabilità anche delle giunte regionali precedenti tanto di centrodestra quanto di centrosinistra, ma qualunque sia la provenienza dei debiti del sistema sanitario regionale, non è minimamente accettabile che le conseguenze della politica clientelare di una classe dirigente, trasversalmente incapace, vengano pagate con la vita dalle comunità e dai cittadini: fare in modo che ciò non accada è dovere irrinunciabile della politica.

Ciò che accade è l’esatto contrario. Il commissario ad acta che sta chiudendo e ridimensionando gli ospedali del nostro territorio è lo stesso governatore sostenuto fedelmente dall’intero centro destra locale: non ci sono scaramucce mediatiche o formalismi che tengano.

Del resto è bene precisare che la figura dei commissari straordinari, in Calabria e non solo, da decenni è funzionale soltanto ad uno spudorato scaricabarile della politica, come abbiamo già tristemente registrato su rifiuti, depurazione, dissesto idrogeologico eccetera eccetera eccetera. Non è un caso che nove volte su dieci il “Commissario Straordinario” nominato dal governo corrisponde al governatore.

Troviamo penoso che la classe politica, attraverso il rodatissimo escamotage commissariale, intenda lavarsi le mani rispetto ad atti di gravità storica come la chiusura degli ospedali, abdicando al proprio ruolo e facendo decadere di fatto le ragioni per cui è stata eletta. In questi casi riteniamo le dimissioni un atto doveroso.

Lo ripeteremo fino allo sfinimento: il diritto alla salute non può essere sottoposto ad alcuna discrezionalità né assoggettato a criteri contabili, e la chiusura degli ospedali rappresenta un crimine nei confronti delle nostre comunità. Devono essere urgentemente ripristinati, ad ogni costo, gli ospedali di frontiera, Cariati e Trebisacce, la cui chiusura ha letteralmente sommerso gli altri presidi, ed i nosocomi di Rossano e Corigliano Calabro devono essere ripristinati nel pieno delle loro funzionalità in attesa dell’entrata in funzione effettiva (non della costruzione annunciata) del nuovo ospedale.

Chi è stato eletto dai cittadini ha il dovere di ripianare i debiti del sistema sanitario reperendo nuove risorse o con soluzioni che non mettano in discussione il diritto alla salute. Nel caso non ne sia in grado, si faccia da parte.

Movimento TERRA e POPOLO – Rossano

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