Fogna nel Citrea vicinissima al mare. Ora basta.

28 ottobre 2013

3_387_290_90Lo diciamo con chiarezza: siamo stanchi di dover fotografare scempi e di dover leggere fesserie sui giornali. Lo spettacolo che offre in questo momento il torrente Citrea, cinquanta metri a valle del depuratore centrale di Viale Sant’Angelo, è la cartina di tornasole della gestione della depurazione e del controllo ambientale sul nostro territorio, l’epilogo delle fastidiose polemiche che si trascinano ormai da marzo scorso, quando denunciammo per la prima volta lo stato indecente dei torrenti (anche allora il Citrea) e dei canali di scolo.

Lo strato di ristagno nero e l’odore nauseabondo non lasciano spazio ad interpretazioni ed esami miracolosi: a venti metri dal mare c’è fogna. Ci chiediamo: per quale assurda ragione troviamo fogna laddove, a cinquanta metri dal depuratore, dovrebbe sgorgare acqua pulita?

Questo non è più un problema di millantati monitoraggi dei torrenti, monitoraggi che esistono solo nella propaganda della classe dirigente la quale, probabilmente, non ha neanche idea di come si faccia un monitoraggio. Questo, lo ribadiamo con chiarezza, è un problema legale e politico che riguarda la depurazione e la gestione delle acque, un problema grave ed enorme che ha dirette conseguenze sull’economia del territorio e che dobbiamo risolvere immediatamente.

Nel ricordare alla Procura di Castrovillari che ormai da mesi è competente anche sul territorio di Rossano e che questioni come queste richiedono interventi immediati e continuativi, ci chiediamo quali siano state le evoluzioni dell’operazione Calipso a seguito della quale furono sequestrati dieci depuratori e spiccati numerosi avvisi di garanzia. Non ci interessa la vicenda giudiziaria in sé, ci preme risolvere il problema per poter intervenire in un settore che, al pari di quello dei rifiuti, sembra godere di arrogante impunità, laddove gli enti pubblici e di controllo risultano profondamente inadeguati. Sono i cittadini a dover verificare la presenza di fogna a pochi metri da un depuratore o la procura che ha attenzionato, soltanto poche settimane fa, decine di depuratori e amministratori? O forse l’Arpacal, ente regionale pagato per tutelare la salubrità della terra, dell’aria e dell’acqua?

Quanto sta accadendo non fa altro che sottolineare nuovamente l’immobilità della classe dirigente su questi temi ed evidenzia come la soluzione di un mega-depuratore, costruito coi soldi pubblici ed affidato ad una ditta privata, sia inefficace, strumentale ed anacronistica: l’ennesimo strumento clientelare messo nelle mani di qualche speculatore politico-economico che non solo non risolverà il problema, ma implicherà anche meno possibilità di controllo e verifica da parte di cittadini e imprenditori turistici.

Crediamo che le fortune di questo territorio si costruiscano quotidianamente investendo sulla qualità dei servizi e la valorizzazione delle risorse naturali: tutto ciò equivale ad avere un mare limpido tutto l’anno, acqua potabile continua, torrenti puliti ed estranei ad ogni forma di inquinamento. È necessario ed urgentissimo investire sul completamento della rete fognaria e l’adeguamento o sostituzione degli impianti attuali, senza attendere mega-progetti che ci porterebbero ancora una volta alle porte dell’estate con una vera e propria emergenza-mare.

Stiamo ripetutamente indicando alla classe dirigente una strada percorribile ed economicamente conveniente per la risoluzione del problema, siamo disposti anche ad interloquire e collaborare su questo argomento, ma ribadiamo che far finta di niente è completamente inutile: non abbiamo nessuna intenzione di diminuire l’attenzione e fermare le denunce.

Movimento TERRA e POPOLO – Rossano

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