Una mareggiata di incapacità. Sanità e depurazione: questa classe dirigente affossa il territorio.

11 novembre 2013

antoniotti-290511 5Stentiamo a credere che l’amministrazione comunale abbia soltanto pensato di camuffare la fogna nel torrente Citrea, quella stessa fogna che scorre quotidianamente e inconfutabilmente nel torrente Celadi, come il residuo di una mareggiata. A parte l’interpretazione bizzarra e fantasiosa di fenomeni metereologici, è del tutto evidente come l’amministrazione comunale stia sfuggendo, non solo in questa circostanza,dinanzi alle proprie gravi responsabilità politiche ed economiche nel settore della depurazione e della gestione delle acque, nonostante sia stata sistematicamente e clamorosamente inchiodata dai fatti. Del resto ricordiamo ancora con imbarazzo le parole di rassicurazione sull’inquinamento marino da parte di sindaco e assessori poche ore prima che venissero sequestrati gli impianti di depurazione e fossero spiccate decine di avvisi di garanzia. Non dimentichiamo che, a parte la malinconica parentesi di centro sinistra in perfetta continuità col passato, gli attuali amministratori governano il territorio da vent’anni e ciò che si vede in giro è il risultato drammatico di queste politiche nefaste.

Purtroppo il disastro e l’assoluta mancanza di responsabilità non sono confinati al settore della depurazione.

Il comunicato trionfalistico del consigliere Caputo a proposito dell’ospedale unico, per esempio, ci lascia basiti. Come si può anche solo immaginare di essere trionfalistici mentre la nostra gente, oggi, ora, soffre profondamente per le corsie di ospedali affollati, caotici, sprovvisti di personale ed attrezzature? Mentre, cioè, il piano criminale di chiusura degli ospedali prodotto da questa giunta regionale ed avallato dall’intera classe dirigente locale, si mostra nelle sue catastrofiche conseguenze negando il diritto alla salute alle nostre comunità?

Oppure i consiglieri regionali credono davvero di curare i pazienti con i comunicati stampa sul futuro ospedale?

Il nuovo nosocomio è un obiettivo importante da perseguire, ma pesa su Caputo e company la responsabilità gravissima di non essere stati in grado di difendere i presidi sanitari del territorio, permettendo la chiusura di Cariati e Trebisacce ed il ridimensionamento di Rossano e Corigliano Calabro e si tratta di una responsabilità storica e grave.

Quanto alla collaborazione invocata legittimamente dall’amministrazione comunale, temiamo si faccia una profonda confusione tra la collaborazione, la dialettica politica e l’allineamento ossequioso.

Ribadiamo la nostra piena collaborazione su delle proposte che mirino a risolvere i problemi della città e del territorio e non su progetti speculativi, inutili e costosi come, lo ribadiamo, il progetto del depuratore consortile su cui questa amministrazione continua a raccontare sciocchezze ignorando tanto i problemi attuali quanto quelli futuri.

La nostra collaborazione si manifesta in pieno nelle nostre domande, poste ormai mesi fa e tutt’ora senza risposta: quanto costerà la nuova rete da Toscano ed Insiti? Chi pagherà l’energia e la manutenzione di questa inutile nuova rete e degli imponenti impianti di sollevamento necessari? Che senso ha costruire nuova rete mentre mezzo centro storico scarica nel Celadi? Perché non si utilizza il denaro pubblico per terminare la rete fognaria e potenziare l’attuale rete di depurazione, ottenendo un sistema economico, facilmente gestibile ed efficiente?

La verità è che il mega-depuratore altro non è che l’ennesimo progetto di speculazione politico-clientelare di una classe politica trasversalmente incapace di pensare agli interessi delle nostre comunità, un copione che purtroppo si ripete (come avvenuto per l’impianto di trattamento rifiuti di Bucita, costruito coi soldi della regione ed affidato per un decennio ad autorevoli ditte private col risultato che non serve praticamente a nulla) e che non abbiamo nessuna intenzione di osservare con le mani in mano.

Movimento TERRA e POPOLO – Rossano

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