Ecco la verità sulla differenziata

5 Giugno 2014

Il bluff elettorale pagato coi soldi nostri.

diffSe per ogni volta che abbiamo letto la parola differenziata in questi giorni, la raccolta fosse aumentata di un punto percentuale, saremmo già tutti ai tassi di differenziata di Salerno. Ci sarebbe piaciuto molto che fosse in atto un reale cambio di rotta nella gestione dei rifiuti nella città bizantina, avrebbe significato la nostra vittoria e la vittoria di quei comitati che lottano da anni su questo fronte: purtroppo non possiamo rivendicare alcuna vittoria.

Abbiamo già avuto modo di sottolineare il grave episodio del ritiro del bando per la raccolta che obbligava l’azienda ad effettuare il porta a porta e la rimozione dei cassonetti verdi di proprietà Ecoross, come spiegato dalla video-inchiesta “L’appalto fantasma” ancora disponibile in rete.

Oggi assistiamo ad una mastodontica campagna mediatica, pagata coi soldi dei cittadini, sul nuovo capitolato d’appalto che dovrebbe rivoluzionare la raccolta: carte magnetiche, omini colorati, presunti esperti del settore che illustrano miracolosi cambiamenti. La realtà è che di nuovo c’è solo … la campagna mediatica mentre il bando, come è scritto nero su bianco, non impone all’azienda alcun miglioramento in quanto lascia i cassonetti verdi, esclude il verde pubblico (affidato con altra gara alla stessa azienda), non impone il porta a porta, non crea circuiti di rivendita dei materiali quindi non implica risparmi e non permetterà di abbattere la tassa sui rifiuti. In parole povere, non cambierà nulla.

Di certo l’azienda vincitrice avrà assunto degli obblighi sulla base del capitolato d’appalto ridicolo emanato dal comune, ma al momento nessuno può sapere quali sono (quindi nessuno può controllare) visto che il comune si rifiuta da due mesi di rispondere alle richieste d’accesso agli atti da parte nostra, manifestando un ostruzionismo illegittimo e immotivato, probabilmente imposto da qualche despota politicante in crisi esistenziale. Se questo ostruzionismo non cesserà in pochi giorni saremo costretti, per l’ennesima volta ed a malincuore, a rivolgerci all’Autorità Giudiziaria.

Di nuovo c’è soltanto la percentuale di differenziata minima del 65% scritta sul capitolato d’appalto, per un semplice motivo: senza quel tasso minimo il bando sarebbe stato formalmente invalido in quanto la differenziata al 65% è imposta dalle normative comunitarie e nazionali ed un atto comunale non può andare in contrasto con queste normative, ma quella percentuale non verrà mai rispettata perché l’amministrazione comunale non ha imposto gli strumenti necessari per raggiungerla, a partire dal porta a porta spinto obbligatorio.

La cosa più simpatica, o meglio più desolante, è che a dirlo non siamo soltanto noi, ma è la stessa azienda vincitrice, che infatti in una raccomandata indirizzata al Comune di Rossano il 21 Agosto 2013 sostiene: L’art. 30 del Capitolato fissa obiettivi di raccolta differenziata particolarmente gravosi e, come tali, di fatto irraggiungibili [..] in rapporto all’entità delle penali da comminarsi in caso di mancato conseguimento degli obiettivi prefissati. Sia consentito obiettare che una scelta siffatta finisce per incidere negativamente sul rapporto di necessaria corrispondenza tra servizi richiesti e importo a base di gara, dal momento che – introducendo obiettivi di raccolta differenziata volutamente pretenziosi – si abbatte, attraverso l’applicazione di penali, ulteriormente il canone offerto.”. Cioè, tradotto in termini pratici, visto che fare la differenziata è impossibile, abbattete le penali altrimenti ci guadagniamo troppo poco. Si consideri che l’azienda faceva riferimento alla percentuale “pretenziosa” del 50% al primo anno del vecchio capitolato, e non del 65% di quello attuale laddove è stato aumentato il canone a favore dell’azienda mentre le penali sono un mistero, visto che gli allegati (laddove sono specificate le penali) non sono stati pubblicati, in violazione ad ogni normativa sulla trasparenza e l’accesso civico in materia ambientale.

Non è nostra intenzione evocare complotti o scandali di cui ci siamo francamente stancati. La verità è che, ancora una volta, gli amministratori di questo territorio hanno dimostrato di non avere il coraggio di cambiare realmente le cose e di affidarsi ad inutili e sfarzose campagne mediatiche per cercare di nascondere le proprie clamorose e strutturali inadeguatezze.

In un periodo di crisi del paese aggravata dalle enormi difficoltà del nostro territorio, invece, servono urgentemente amministratori che abbiano coraggio, che rompano col passato trasversalmente mediocre e squallido ed inizino a governare il territorio non per tirare a campare ma per ricostruirlo e valorizzarlo.

Movimento TERRA e POPOLO – Rossano

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