L’amministrazione Caputo-Antoniotti è una voragine nell’acqua

22 Agosto 2014

Dal mare ai rubinetti finendo per le sorgenti montane, completa incapacità nella gestione delle acque.

Se dopo tutti i disastri di questi anni qualcuno avesse solo pensato, per assurdo, “ci manca solo che ci tolgano l’acqua”, sarebbe stato, suo malgrado, un ottimo profeta. Quanto successo durante la stagione estiva, ed in particolare nelle ultime settimane, con il centro storico completamente a secco esattamente come l’anno scorso e come accade sistematicamente nella stagione estiva, rappresenta il risultato di una gestione delle acque totalmente sballata e senza alcun criterio.

Esattamente come per i depuratori e per altre questioni, la ditta Caputo-Antoniotti accampa una scusa al giorno per giustificare la propria totale incapacità nel gestire il settore: prima è colpa della so.ri.cal, poi di un quadro elettrico, domani denunceranno qualcuno per sabotaggio e così via.

Sapete qual’è il bello? Che tra i primi promotori della sgangherata idea di una mega società pubblico-privato che gestisca l’intero acquedotto regionale, la Sorical appunto, c’è proprio il partito di Caputo e compagni, tant’è che l’attuale presidente di questo carrozzone inutile, in un palese conflitto di interessi, è il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo. Indovinate di che partito è?

Ma come si fa, nel 2014, ad affermare che il guasto ad un quadro elettrico può lasciare migliaia di cittadini senza un bene essenziale come l’acqua, e per altro mentre per le strade ci sono 40 gradi?

Dov’è la sicurezza, dov’è la manutenzione ordinaria, dov’è la programmazione ed il miglioramento dei servizi? Si tratta di una condizione inaccettabile che come comunità dobbiamo rifiutare ed etichettare per quello che è: un completo disastro.

E non è un caso che mentre il centro storico restava a secco, nel nostro mare i cittadini fotografavano, per l’ennesima volta quest’anno e nonostante le nostre ripetute denunce penali, scie di liquami che provenivano evidentemente dalle fogne: un altro sabotaggio?

La verità è che siamo in presenza di una classe dirigente che non riesce a gestire né le condotte, né gli impianti per l’acqua potabile, né la depurazione, né la terminazione della rete fognaria, nulla di nulla.

Il problema è che da vent’anni il nostro territorio è “amministrato” (si fa per dire) senza un minimo di programmazione e senza alcun riguardo nei confronti dei servizi reali per i cittadini e per il miglioramento della qualità della vita e dell’immagine della città. Se così non fosse, perché ancora buona parte del centro storico e delle contrade scaricano la fogna direttamente in mare? Perché non si è provveduto a monitorare i torrenti e incanalare le decine di scoli che finiscono in mare? Perché non si sono dimensionati i depuratori?

Una motivazione in realtà c’è: si è sempre e solo badato a progetti scellerati che portassero, al momento opportuno, solo voti e profitti, come per esempio il progetto del depuratore consortile: un’idea balorda con cui si dovrebbe incanalare e pompare la fogna da Toscano a Thurio fino ad insiti con 50 chilometri di tubature inutili e venti impianti di sollevamento su tutto il territorio che quadruplicheranno le spese di gestione e manutenzione: indovinate chi le pagherà?

E se qualcuno avesse ancora dubbi sul totale disastro anche in questo settore dell’amministrazione Caputo-Antoniotti, è opportuno informare che buona parte delle sorgenti della nostra montagna sono di dubbia potabilità. Non è ben chiaro quali siano visto che non è stata emessa nessuna ordinanza opportuna anche con lo scopo di informare la cittadinanza (forse volevano nascondere l’ennesima figuraccia?) ma le sorgenti del Rinacchio, del Patire, della Mimosa e di Zagaria dovrebbero essere non potabili. Possibile che si trovano 30 milioni di euro per delle castronerie e non si riesce a preservare e pulire le nostre preziose sorgenti?

Man mano che i disastrosi risultati delle politiche degli ultimi vent’anni vengono purtroppo a galla, risulta sempre più evidente come il territorio abbia bisogno di idee nuove e coraggiose da mettere in atto con un radicale ed urgente rinnovamento della classe dirigente e del modo di governare. Con fatica e pazienza, stiamo lavorando per questo.

Movimento TERRA e POPOLO

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