Ospedale unico? Campagna elettorale sulla vita della gente

10 settembre 2014

Nel frattempo accorpano pediatria a Castrovillari?

Restiamo sbigottiti di fronte alla faccia tosta di coloro che hanno ridotto il sistema sanitario del nostro territorio ad un vero e proprio crimine contro l’umanità. La trovata della firma del contratto per il nuovo ospedale, guarda caso a pochi mesi dalle elezioni regionali, con tanto di parata pubblicitaria e sviolinata al governatore-decaduto Scopelliti, è stato l’ennesimo atto squallido di una classe politica ormai senza più freni e dignità.

Ovviamente non possiamo non augurarci che, pur di cercare di raccattare qualche voto, questi signori siano costretti effettivamente ad avviare con celerità i lavori per il nuovo nosocomio, ma anche in questa eventualità resta altissimo il prezzo che le nostre comunità stanno pagando, da anni e persino in questo stesso istante, per le nefandezze che questa classe politica ha compiuto e continua a compiere sulla sanità.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: le firme ed i comunicati non curano le migliaia di pazienti malati che tutti i giorni si trovano ad affrontare un sistema sanitario locale da terzo mondo, bisogna intervenire d’emergenza e trovare i fondi per riaprire gli ospedali di Cariati e di Trebisacce e bisogna rivedere – se non del tutto annullare – l’accorpamento degli ospedali di Rossano e Corigliano Calabro.

Se è ormai evidente come le chiusure di ospedali fondamentali come Cariati e Trebisacce, anche a fronte di un tessuto infrastrutturale carente, abbiano riversato su Rossano e Corigliano una domanda sanitaria inconfutabilmente insostenibile, non tutti ancora hanno capito che l’operazione “Spoke Rossano-Corigliano” ha significato, di fatto, non integrare e migliorare i servizi ma, ancora una volta, tagliarli in base alle esigenze degli apparati lobbistico-politici di cui è zeppo il nostro martoriato sistema sanitario.

Avere una domanda di sanità insostenibile, a fronte di ulteriori tagli, significa non avere rispetto della vita delle persone e questo è un atto criminale su cui nessuna procura sembra voler indagare.

Ci chiediamo se il collega del Premier Renzi in Calabria, cioè l’auto-eletto governatore Antonella Stasi, quando ha vantato i presunti aumenti di livelli assistenziali in Calabria faceva riferimento agli ospedali pubblici in decadimento oppure alle cliniche private di cui la sua famiglia è proprietaria.

La Sanità non può più essere un campo da gioco per burocrati e ricattatori. Bisogna intervenire immediatamente per la riapertura dei reparti chiusi o accorpati tra Rossano e Corigliano, integrare il personale che si trova giorno per giorno a lavorare con turni massacranti e senza le strutture minime necessarie per dare risposte ai cittadini, avviare immediatamente la riapertura degli ospedali di Cariati e Trebisacce per diminuire il carico di lavoro dei nosocomi dell’area urbana.

Purtroppo, invece, mentre Dima, Caputo, Geraci ed Antoniotti fanno parate elettorali, sembra che si stia procedendo all’accorpamento del reparto di pediatria di Rossano-Corigliano a quello di Castrovillari, l’ennesima scelta scellerata di un apparato politico-burocratico immorale. I dirigenti dell’azienda sanitaria diano delle risposte immediate al riguardo, ed annunciamo fin da subito che per ogni eventuale ridimensionamento o accorpamento avvieremo una campagna informativa e di mobilitazione senza sosta a difesa del diritto alla salute ed al lavoro, campagne per cui chiediamo la massima collaborazione del personale medico e non medico dei nosocomi.

Inoltre, in vista delle regionali, per quanto ci riguarda a partire dal secondo giorno di mandato riterremo il nuovo governatore della Calabria, sia esso di centro, sinistra o destra, responsabile in toto dello stato criminale del sistema sanitario calabrese ed inadeguato se non avrà avviato la riapertura ed l’ampliamento degli ospedali esistenti.

Movimento TERRA e POPOLO

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