Gestione delle acque indecente

C’è bisogno di interventi strutturali su rete idrica e fognaria.

no-water

Già dallo scorso agosto abbiamo denunciato la totale inefficienza nella gestione del sistema idrico da parte dell’amministrazione comunale, a partire dalla fornitura dell’acqua potabile nel centro storico fino alla mancata depurazione che tanto pesa sullo sviluppo turistico del nostro territorio. In quell’occasione denunciammo, carte alla mano, che la mancata manutenzione delle sorgenti montane provocò la non potabilità di sorgenti storiche della nostra area montana, come quella del Patire, del Rinacchio, della “Gramignusa”.

È vero, quello della mancanza di acqua al centro storico è un problema vecchio, che però negli ultimi anni, piuttosto di migliorare, è clamorosamente peggiorato, in perfetta coerenza col declino pauroso e generale impresso dall’amministrazione Caputo-Antoniotti. La vicenda è balzata agli onori della cronaca, per l’ennesima volta, nelle settimane scorse grazie alla denuncia di una coraggiosa cittadina del centro storico, Elisabetta, che ha offerto a noi ed all’intera cittadinanza una testimonianza eloquente di come questa inaccettabile mancanza incida nella vita di tutti i giorni delle famiglie, un altro dei fatti che, per altro, spinge la popolazione ad abbandonare il centro storico e spesso persino la Città.

Dietro questa vicenda si nasconde la pesante eredità di una classe politica totalmente inadeguata, quella attuale, senza però escludere i 5 anni del centro sinistra e le “vecchie” amministrazioni caputiane, le quali con la mano destra lustravano le vetrine ed accendevano le luminarie mentre con la sinistra lasciavano che le cose più importanti per una comunità, cioè i servizi, venissero gestiti alla rinfusa e con inutili misure tampone.

In questo momento lo stato del servizio idrico a Rossano è il seguente: l’acqua al centro storico manca sistematicamente, sia in estate che in inverno, a volte per periodi tanto lunghi da prosciugare persino i serbatoi di quei fortunati condomini che ne sono dotati. La beffa è che molto spesso le famiglie, per sopperire alla mancanza di acqua potabile, durante l’anno riempiono di tutto, dai secchi alle vasche da bagno, sprecando alla fine molta più acqua di quella necessaria e pagando, quindi, un tributo molto salato. Abbiamo persino l’impressione che gli uffici abbiano difficoltà nell’individuare tubature e tombini lungo le strade del centro, coperti, con spiccata lungimiranza, da lingue d’asfalto stese alla rinfusa. Il sistema fognario, a differenza di quello che sostiene l’amministrazione, è incompleto e parte del centro storico scarica direttamente nel torrente Celadi, quindi in mare. Gli impianti di depurazione e di sollevamento funzionano così bene che siamo stati costretti a spiccare, in due anni, quattro querele per disastro ambientale nei confronti di ignoti.

In questo stato di cose, insistere sul progetto-fregatura di depuratore consortile che costerà 43 milioni, che aumenterà enormemente le tariffe pagate dei cittadini, che prevede la costruzione di infrastrutture totalmente inutili e che, per certo, non risolverà il problema, è una follia. Si tratta dell’ennesima speculazione sulle spalle dei cittadini, un mega-progetto per ottenere un mega-finanziamento da gestire tra amichetti.

Lo abbiamo detto in tempi non sospetti e lo ribadiamo: la rete idrica e fognaria richiede interventi strutturali, a partire proprio dal centro storico. Serve il coraggio di dire come stanno le cose e di trovare i soldi per intervenire: le misure tampone non servono più e se si trovano i soldi per progetti balordi come quello del depuratore consortile, si trovino anche per interventi seri che riportino la situazione della nostra comunità fuori da questo medioevo dei servizi. Del resto la comunità europea in altre regioni ed in altri Stati ha finanziato, con estrema generosità, progetti molto meno essenziali per i cittadini di quelli che stiamo proponendo. Da noi tutto questo non accade a causa, evidentemente, di una classe dirigente impegnata ad intercettare finanziamenti solo per il proprio tornaconto e non per offrire servizi ai cittadini. Per questo continuiamo a costruire ed invocare un totale rinnovamento della classe dirigente dell’intero territorio, a partire proprio dalla nostra città.

Movimento TERRA e POPOLO

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