Si fermi il depuratore-fregatura e si intervenga subito sulla rete idrica e fognaria esistente

Basta propaganda.

depuratoreDire che il progetto del depuratore consortile sia un investimento per proteggere l’ecosistema è una delle dieci più grandi fesserie che l’amministrazione Caputo-Antoniotti sta cercando, molto goffamente, di rifilare alla cittadinanza.Si tratta, come abbiamo già spiegato per le strade di Rossano e Corigliano, di un progetto fregatura che raddoppierà le tariffe da pagare da parte dei cittadini per acqua e depurazione, che costerà alla pubblica amministrazione 43 milioni di soldi nostri e che, dati alla mano, non migliorerà le condizioni della depurazione. L’idea di portare la fogna da Thurio, Toscano, Apollinara, Fossa fino a Insiti o Pirro Malena è un’idea senza alcuna giustificazione tecnica, economica o logica: si tratta dell’ennesimo escamotage della classe dirigente per gestire soldi pubblici e “investirli” in favoritismo e clientelismo, magari appena prima della prossima campagna elettorale. Abbiamo ripetutamente proposto di impiegare gli opportuni finanziamenti nella ristrutturazione e ambientalizzazione degli impianti attuali e nella terminazione della rete fognaria. A differenza di quanto affermò l’ex-onorevole Giuseppe Caputo su un giornale para-pubblico, quindi pagato sempre coi soldi nostri, di cui conserviamo gelosamente una copia, oggi metà centro storico di Rossano scarica direttamente nel mare attraverso il torrente Celadi, insieme ad una grande fetta delle contrade di Corigliano.

La comunità europea, anche vista l’infrazione comunitaria in cui sono cadute le nostre amministrazioni (infrazione che corrisponde ad altri soldi pubblici spesi malamente) avrebbe finanziato ad occhi chiusi ed in breve tempo un progetto che andasse nella direzione da noi suggerita, un intervento che, oltre ad essere assolutamente efficace, avrebbe avuto anche tempi molto rapidi a differenza dei mega-progetti infiniti, con ritardi, proroghe e rifinanziamenti, che tanto piacciono alla nostra classe dirigente.Il risultato è che, nonostante avessimo sollevato con decisione questo problema già molti anni fa, anche quest’anno i nostri operatori turistici si troveranno a combattere eroicamente contro un sistema depurativo indecente che continua a minare l’immagine e l’economia del territorio a causa della inadeguatezza permanente e trasversale di questa classe politica. Inoltre è l’intera gestione del sistema idrico, praticamente da paese incivile, con il centro storico sistematicamente senza acqua corrente nelle case e con un’amministrazione che dà l’impressione di non sapere minimamente dove mettere mano: come si sarebbe potuto e come si può sviluppare questo territorio attraendo risorse e persone se mancano i servizi essenziali per i chi ci vive?

Questa volta però non ci vogliamo limitarci alle critiche.
Visto che le proposte alternative, legittimamente, non sono state prese in considerazione, sottolineiamo che il progetto del depuratore consortile non riporta alcuna analisi comparativa rispetto a soluzioni diverse da quelle progettate. Non esiste quindi nessuna garanzia formale che la pubblica amministrazione abbia agito garantendo ai cittadini efficacia ed economicità dell’intervento. Non solo. La destinazione di questo finanziamento imponeva, senza alcuna ambiguità, la dismissione dei vecchi impianti attraverso, quindi, l’impiego di una parte del denaro. L’appalto della fregatura consortile, invece, non stanzia un solo centesimo per lo smantellamento e la bonifica, e prevede che i vecchi impianti (ben otto) restino lì ad arrugginire ed inquinare un altro pezzo di territorio. Oltre ad essere un progetto sostanzialmente balordo, quindi, sembra esserci qualche vizio formale che potrebbe essere interessante per gli organi di controllo.
Invitiamo, per l’ennesima volta, le amministrazioni di Rossano e Corigliano a fare un passo indietro su questa ennesima iniziativa fallimentare, avviando fin da subito le attività necessarie per procedere alla terminazione di tutta la rete fognaria ed alla ristrutturazione degli impianti esistenti. I cittadini hanno bisogno di risposte concrete ed economicamente valide: l’epoca dei megaprogetti fregatura è finita da un pezzo.

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