Trasparenza? Nel comune di Rossano è una sconosciuta


denaroEcco i fatti.

Un consiglio comunale sulla legalità che non affronta i nodi reali della trasparenza amministrativa, ma che si è limitato ad enunciazioni di principio e difese d’ufficio, il quale non poteva non finire con un “vogliamoci bene”: questo è quello a cui abbiamo assistito pochi giorni fa. Intendiamoci: essendo profondamente pacificisti l’unica cosa che condividiamo è il “vogliamoci bene”, ma non senza affrontare con chiarezza e decisione le questioni che riguardano l’amministrazione del comune di Rossano ed in particolare la gestione di appalti, concorsi, risorse.

Ed abbiamo avuto modo di verificare nel corso del tempo, carte alla mano, che le enunciazioni di principio della Giunta Caputo-Antoniotti non trovano alcun riscontro con la realtà.
L’autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone, nel corso di una intervista televisiva, sottolineava con allarme come gli appalti nella “mafia-capitale” ricevessero sempre e solo un’offerta con percentuali di ribasso bassissime.
Pe questo stiamo provvedendo alla redazione di un dossier che testimonia come funzionano le cose anche da queste parti. Il capitolato d’appalto di raccolta rifiuti a Rossano, per esempio, non solo ha ricevuto una sola offerta con un ribasso minimo, ma è scaturito a seguito di un altro appalto ritirato in autotutela che aveva ricevuto l’interesse di 5 aziende: che fine hanno fatto non si sa.
Stesso destino è toccato al fantasmagorico appalto per il depuratore consortile, laddove un affare da 43 milioni di euro ha visto una sola offerta. E non è un caso che intorno agli appalti e più in generale alla gestione delle risorse, venga spesso sollevato un vero e proprio muro di nebbia tra l’amministrazione e i cittadini.
Indimenticabile fu, a proposito dell’appalto della raccolta rifiuti, che per ottenere gli allegati, cioè i documenti dove tra le altre cose sono scritte le penali per la differenziata, si sarebbe dovuto pagare 200 euro di fotocopie: un capolavoro. Quando abbiamo potuto visionare i documenti abbiamo capito perchè: se prima le penali erano di 8000 euro per ogni punto di differenziata non raggiunto, nel nuovo capitalo d’appalto sono diventate 800 (!?). Se si considera che la percentuale stabilita era del 65% e non siamo neanche al 35%, si capisce di quanti soldi pubblici stiamo parlando. Ancor più emblematica fu la lotta che fummo costretti ad intraprendere per ottenere l’offerta tecnica della raccolta rifiuti, scontrandoci con un ostruzionismo indescrivibile, come se si trattasse di un affare privato tra il comune e l’azienda: dovemmo scrivere circa 20 di comunicati stampa, 15 richieste di accesso agli atti, tenere ripetuti incontri con il responsabile dell’URP, con il segretario comunale, con il responsabile trasparenza e minacciare più volte il ricorso alla magistratura per ottenere quello che in realtà è diritto di ogni cittadino.

È finita qui? Assolutamente no. Alle porte dell’estate scorsa abbiamo chiesto ed ottenuto le analisi delle sorgenti montane ed abbiamo scoperto (e denunciato pubblicamente) che la maggior parte delle fontane montane, a causa dell’incuranza della classe politica, non sono potabili: si tratta di un fatto di gravità assoluta anche perché non fu emessa alcuna ordinanza per l’inibizione di queste fontane al pubblico. Per monitorare la situazione abbiamo richiesto la stessa cosa per i mesi successivi, quindi ormai un anno fa, e quelle analisi le stiamo ancora aspettando. Nell’autunno scorso, ancora, alla luce dei continui disservizi del servizio idrico al centro storico, laddove abbiamo avuto la netta impressione che persino gli uffici non sapessero che pesci pigliare, abbiamo richiesto lo schema idrico e di approvvigionamento del centro. Il fatto che anche questi documenti li stiamo ancora aspettando non fa altro che confermare la prima impressione. Potremmo andare avanti a lungo con l’elenco di fatti e documenti, ma sarebbe inutile: è evidente ad ogni cittadino come la cosa pubblica dalle nostre parti sia amministrata come una proprietà privata da parte di una schiatta di amministratori, per altro incapaci, i quali, con questo modo di gestire le cose negli ultimi trent’anni, non ha fatto altro che far regredire la nostra città e l’intero territorio.

È giunto il momento di chiudere questa stagione di incapacità e inadeguatezza, riavvicinando la gente alle istituzioni amministrando con coraggio ed alla luce del sole. Più in breve, rinnovando totalmente questa classe dirigente.

Movimento TERRA e POPOLO

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