Sulle manovre torbide in comune la Procura e l’Anticorruzione facciano chiarezza.

Quanto emerso dai social network nei giorni scorsi, ovvero delle manovre interne al centrodestra per far cadere il sindaco, manovre che si sarebbero spinte fino alla tentata corruzione di alcuni consiglieri comunali o di persone a loro vicine, sembra l’ultimo, squallido tassello del quadro inqualificabile e desolante che purtroppo, negli ultimi decenni, insiste sulla nostra splendida città.

Le voci che si rincorrono da giorni, cioè quelle di un consigliere regionale di centro destra che sta raccogliendo le firme, come un amministratore di condominio, per far cadere il Sindaco del proprio schieramento, ci offrono la rappresentazione plastica dello squallore in cui questa classe dirigente ha trascinato le nostre povere Istituzioni, uno squallore che si ripercuote tragicamente sulle nostre vite. Non è un caso, infatti, che il nostro territorio è da anni oggetto della spoliazione sistematica di ogni servizio: si tratta della conseguenza diretta della pochezza di una classe dirigente miserabile e accattona.

Secondo voi può lavorare per il bene della nostra comunità uno che durante il giorno fa l’accattone di firme?

Può occuparsi della cosa pubblica chi per quattro anni e mezzo ha alzato la mano come un automa, in consiglio comunale, a favore del sindaco (molti di questi senza dire neanche una parola in tutta la legislatura) ed oggi, magari dopo “la chiamatina giusta”, sono pronti ad andare dal notaio per far cadere lo stesso sindaco? Sono certo della risposta, no, ed infatti il risultato dell’operato di questi famigerati occupa-poltrona è un evidente disastro.

Ma l’accattonaggio di firme non è un reato. Diverso sarebbe se si rivelasse vero il fatto che, pur di reperire queste agogniate firme, i soggetti coinvolti si fossero spinti a promettere posti di lavoro: si tratterebbe di corruzione e non credo si possa restare indifferenti nel momento in cui questa eventualità viene sbandierata su un social network.

Io non resto di certo indifferente: in ogni caso, ad essere profondamente insultate, continuano ad essere le nostre un tempo nobili Istituzioni, quelle che dovrebbero essere gestite per il bene della comunità ed invece continuano ad essere occupate da faccendieri di serie c.

Per queste ragioni, per tentare di ripristinare la dignità della nostra città e delle istituzioni, ho chiesto alla Procura della Repubblica, alla Direzione Investigativa Antimafia ed all’Autorità Nazionale Anticorruzione, mediante apposito esposto, di fare chiarezza sulla questione.

Sperando che le indagini che scaturiranno dall’esposto risparmino alla nostra città una realtà peggiore di quella che emerge in questi giorni, resta evidente il fatto che non possiamo più permetterci di far occupare le istituzioni a persone tanto poco credibili, tanto poco autorevoli, tanto poco coerenti.

Io non sono di certo un estimatore dell’attuale giunta comunale, ed è ben noto come faccia parte di quel pezzo di società civile che in questi quattro anni e mezzo è stata costretta, spesso da sola, a fare opposizione politica e sociale in città su ogni argomento possibile ed immaginabile.

Mi chiedo dunque: come possono dei consiglieri comunali di maggioranza che non hanno mai espresso una sola minima, velata, accennata perplessità nei confronti di questa giunta nei luoghi preposti, cioè in consiglio comunale, a firmare un documento di sfiducia? Quali sono le originali posizioni politiche di questi nobili amministratori? Ed a cosa serve, dunque, il Consiglio Comunale?

Non solo. Rispetto a tutti coloro che sembra siano pronti a firmare le dimissioni, ricordo ai miei concittadini che stiamo parlando di quegli stessi consiglieri comunali che non hanno dato le dimissioni quando è stato accorpato l’ospedale, che non hanno dato le dimissioni quando sono state tagliate le tratte ferroviarie a lunga percorrenza, che non hanno mollato la poltrona quando è stato chiuso il tribunale, che non muoverebbero il sedere dalla poltrona neanche se radessero al suolo tutta la sibaritide, ma che sono pronti a fare un salto appena ricevono “la telefonatina giusta”, per altro a 5 mesi dalle elezioni.

L’unico lato positivo di questa grottesca vicenda consisterebbe nel fatto che, almeno, questa gente smetterebbe di insozzare con la propria presenza il decoro delle nostre istituzioni e della nostra città e non possiamo non lavorare incessantemente per evitare che tali nefaste presenze si manifestino nuovamente in futuro.

Flavio Stasi

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