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SP 188 interrotta. La provincia provveda immediatamente ai lavori

Sulla chiusura della SP 188, strada meglio conosciuta come quella del “traforo”, in un momento abbastanza particolare della vita amministrativa della città, sono molti i cittadini che ironizzano e che si affidano a spiegazioni complottiste. Tali congetture sono certamente figlie del sistematico attacco subito dalla nostra città, negli ultimi anni, da parte degli enti extra-locali, ma ad ogni modo io non credo che un ente importante come la Provincia di Cosenza possa essere assoggettato a giochetti pseudo-politici di tale squallore e di tale bassezza: quanto visto per il Comune di Rossano, altrettanto importante, mi basta ed avanza.

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Trasparenza sui fondi post-alluvione: come si stanno spendendo i soldi pubblici?

finaziamentiÈ passato ormai più di un mese dall’alluvione del 12 agosto ed abbiamo letto di tutto, tranne interventi reali sul perchè una perturbazione atmosferica è diventata un disastro storico per la nostra città. Abbiamo provato a farlo noi, come sempre senza alcun appoggio istituzionale, producendo un video sull’edilizia “particolare” di cui è oggetto il territorio di Rossano, cioè l’edilizia delle colline sbancate e dei torrenti trasformati in canali da un metro e mezzo, questioni su cui speriamo che almeno la magistratura faccia chiarezza al più presto.
Ad ogni modo, intendiamo portare l’attenzione su come si stanno spendendo i soldi pubblici in queste settimane, soldi su cui è calata una nebbia impenetrabile.

Riteniamo che i cittadini debbano sapere come è stato speso o impegnato ...

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Quello che non si vuole dire sull’alluvione

A quasi tre settimane dal disastroso alluvione del 12 Agosto, il movimento Terra e Popolo attraverso il suo portavoce, Flavio Stasi, inizia a scoperchiare quelle che potrebbero essere state le vere cause dell’alluvione.

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Ancora la decadenza di una classe dirigente

Rossano distruzioneInsistiamo sulle responsabilità e sul controllo dei fondi.

Se avessimo avuto bisogno di conferme sulla totale e trasversale aridità della classe dirigente, le avremmo ottenute subito. Sembrava infatti di leggere il consueto comunicato del centrodestra locale il quale, non potendosi difendere in altro modo, solitamente si limita a lanciare accuse campate in aria e millantare meriti eroici, ed invece si trattava di una nota del già presidente del carrozzone Sibaritide Spa, Caracciolo.

Intanto, giacché abbiamo ricevuto accuse gravi senza alcuna possibilità di riscontro, ci troviamo costretti a tutelarci per vie legali e questo, francamente, ci rammarica molto dal momento che riteniamo più utile il sano confronto sugli argomenti...

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I risultati di 30 anni di politica ignobile e clientelare.

Ora mandare tutti a casa. Commissione di controllo per i fondi straordinari.

Per giorni siamo rimasti in silenzio per doveroso rispetto nei confronti di chi, in questo disastro, ha perso tutto o quasi. Abbiamo letto ed ascoltato centinaia di fesserie, giustificazioni, ed abbiamo già avuto modo di comprendere il tenore deprimente di una discussione avviata verso un ultimo, squallido scarica barile su chi doveva controllare gli argini, il letto dei torrenti, i canali di scolo.

Mentre ancora decine di famiglie hanno il fango dietro la porta di casa o nei garage, però, sentiamo il dovere anche di interpretare il sentimento comune di una comunità oggi ancor più ferita di ieri, arrabbiata e sconcertata.

Qualcuno vorrebbe farne una questione tecnica, altri giuridica: siamo profondamente convinti che quanto accaduto sia una questione prettamente politica.
È della classe politica degli ultimi 30 anni la responsabilità di aver concesso la costruzione di stabili privati in ogni dove nel territorio cittadino, laddove c’erano alberi secolari o al margine dei torrenti e delle fiumare, alle volte come nel caso del torrente Inferno, persino sopra i torrenti. Ed è responsabilità della classe politica non aver provveduto a controllare e ristrutturare gli argini, a verificare ed effettuare la pulizia dei torrenti, a verificare ed eventualmente realizzare interventi di sistemazione idrogeologica.

Qualcuno, soprattutto qualche ex-amministratore che svolge attività professionale proprio nel campo del cemento, cerca di glissare sulla questione dell’edilizia, e non parliamo solo di quella abusiva, ma anche e soprattutto di quella “legale”. Perchè? Ovvio: parliamo di una classe dirigente che ha mangiato con l’edilizia come un branco di dinosauri per 30 anni, facendo lavorare una cerchia ristretta di aziende e di professionisti, devastando il territorio ed ingrassando a dismisura i propri portafogli. Diciamo la verità: a qualcuno stava bene perché raccattava le briciole, ed ora quelle briciole si sono trasformate in tonnellate e tonnellate di fango, purtroppo anche per migliaia di cittadini che, invece, lavorano onestamente e faticosamente in un territorio già ostico. A quei cittadini ci rivolgiamo, non ad altri: ora è il momento di chiudere con questa gente.

Siamo d’accordo con chi dice che non è colpa solo di ques...

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